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Il sito non è una vetrina

Il sito non è una vetrina

Nel libro Dont’ make me think, Steve Krug scrive che un sito è fatto per essere usato, altrimenti ti ritrovi con una bella vetrina che serve a poco, sia a te che al tuo cliente.

Il sito non è una vetrina, non è una bacchetta magica, né tantomeno Mago Merlino, ma uno strumento di lavoro.

Per ottenere buoni risultati (perchè alla fine ci sono, eh!) serve usarlo, creare una strategia di comunicazione su di te e il tuo cliente,  comunicarla attraverso vari canali (online e offline), creare contenuti utili sul blog (che non è morto!) per trasmettere le tue soluzioni, posizionarti con Google con la SEO, coltivare la newsletter per creare una comunità di persone in target che ti stima, ti segue e ti legge volentieri.

 

Il sito fa parte di un insieme

Il sito pensato da solo, vale poca cosa perchè fa parte di un insieme ben strutturato di:

  • strategia: è la mappa per arrivare al punto in cui vuoi essere
  • tattica: sono le singole azioni da fare per raggiungere il tuo obiettivo (Adv Facebook, 1 articolo sul blog, un evento dal vivo, ecc)
  • strumenti: il sito è uno degli strumenti che ti permette di mettere in atto le tattiche e portare a termine la tua strategia

Se parti direttamente dagli strumenti o dalla tattica è probabile tu abbia un po’ di confusione e molto probabilmente non otterrai grandi risultati.

 

La vetrina prende polvere

Con il termine sito vetrina spesso si intende un sito con poche pagine e poche informazioni come ad esempio una Home con due righe sul cosa fai, una pagina Chi sono che spesso racchiude il tuo CV, una galleria fotografica dei tuoi lavori e una pagina Contatti.

L’effetto finale è un sito unidirezionale, statico, fermo, che comunica poco di te e che non si interessa dell’altro, che guarda caso è il tuo possibile cliente e sta cercando da te, sul tuo sito, conferme se puoi aiutarlo a risolvere il suo problema.

Perciò accedi le luci sulle immagini, presentati, dì subito chi sei, fatti riconoscere con una bella immagine naturale, fai ordine nelle voci del menu, crea una singola pagina per ogni tuo servizio, guida il cliente nella scelta di quello giusto per lui e invitalo a compiere un’azione unica, chiara, come un click su un bottone di acquisto o la compilazione di un modulo contatto.

 

Il cliente non ti vede

Se crei un sito vetrina con solo 4 o 5 pagine, sarà davvero difficile posizionarti su Google con queste poche pagine perchè rimangono sempre fisse e non vengono mai aggiornate. Dal punto di vista SEO, sarai penalizzata perchè con un sito vetrina il posizionamento sui motori di ricerca non può essere fatto con cura.

Infatti la regola dice che: una parola chiave = una pagina web. Avere un sito con poche pagine ti permette, quindi, di inserire una parola chiave per pagina per un totale di 4 o 5 parole chiave per tutto il sito. In questo caso, risulta difficile essere competitivi anche con la concorrenza.

Più pagine hai dedicate ai tuoi servizi specifici e più scrivi articoli sul blog per dare soluzioni, spunti e risorse, più riuscirai ad ottenere buoni risultati di posizionamento per quella pagina.

Lo stesso discorso vale anche per il titolo SEO e la meta description. In poche pagine potrai personalizzare solo 4 o 5 SEO title e meta description che sono paramenti fondamentali per il posizionamento del tuo sito su Google.

 

Apri la porta ed esci con entusiasmo

Tempo fa ho letto il libro Piccoli limoni gialli di Kajsa Ingemarsson che racconta la vita di Agnes, la protagonista e del suo lavoro di maître, del ristorante che sogna di aprire e della costruzione del sito web di giardinaggio dei sui genitori che hanno deciso di creare da zero, gestire e diffondere online, contro ogni aspettativa della figlia.

Swen e Maud, i genitori, si sono iscritti ad un corso di web design e piano piano hanno creato le prime pagine in FrontPage (ok, qui non ci siamo proprio, ma il libro è stato scritto nel 2004 quindi ci sta, dai!).

Nessuno credeva in loro, nessuno credeva che qualcuno potesse leggere il loro sito, esserne interessato e commentare.

È un romanzo, certo, ma Swen e Maud si sono comportati esattamente come ci si dovrebbe comportare davanti ad un qualcosa che vuoi realizzare davvero e quando senti di poter essere utile per qualcuno.

Avevano un grande entusiasmo, sul blog raccontavano le loro idee, condividevano i loro metodi e trucchi per fare un buon giardinaggio in ogni stagione (avevano ideato la rubrica Un anno in giardino), si confrontavano tra loro e per farsi trovare online hanno chiesto di pubblicare una loro inserzione sulle riviste più famose di giardinaggio. E così dopo vari mesi hanno ricevuto 887 contatti.

Ecco le loro conversazioni prese direttamente dal libro.

Il sito non è una vetrina
Il sito non è una vetrina

Cosa ne pensi ora del sito vetrina?

Secondo te vale la pena ancora dedicare tempo per realizzarlo o forse è meglio partire con piano ben preciso per capire dove sei ora e dove vuoi arrivare, usando il sito come strumento per intercettare il tuo cliente ideale lungo il percorso?

Raccontami nei commenti cosa ne pensi e a che punto sei con il tuo sito. A presto!

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